Matdid: Materiale didattico di italiano per stranieri aggiornato ogni 15 giorni a cura di Roberto Tartaglione e Giulia Grassi - Scudit, Scuola d'Italiano Roma

 
  Roberto Tartaglione


ALTA TEMPERATURA
 


La febbre, le medicine, come ci comportiamo davanti a un raffreddore: è nelle piccole cose che le differenze fra persone di nazioni diverse si vedono di più.

Le medicine; I medici moderni.
Un esercizio very hot e uno contro il congiuntivo. Con soluzione.
 


LIVELLO INTERMEDIO 1

 

   

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Insegnare italiano agli stranieri mette gli insegnanti in contatto con persone di tutto il mondo: questo permette di scoprire ogni tanto piccole "differenze culturali" fra le nazioni che superano qualche volta quelle "grandi", quelle politiche, morali o religiose.
Una di queste differenze riguarda il concetto di febbre.
Quand'è che uno ha la febbre?







 


Per un certo periodo della mia vita, per me non c'era dubbio: sul vecchio termometro al mercurio il numero 37 era segnato in rosso proprio per questo. 37 è febbre.
E se 37 è febbre, è chiaro che con 36,9 sei lì lì per ammalarti: infatti, da piccolo, se riuscivo ad arrivare al 36,9 andavo tutto preoccupato dalla mamma e dicevo:
"Mi sa che non sto bene... se domani vado a scuola magari la febbre mi sale a 37!"
Con un pizzico di fortuna, il giorno dopo stavo a casa.

Qualche volta aiutavo anche il termometro: lo appoggiavo sulla lampadina della luce vicino al letto.
Con un po' di esperienza riuscivo a far alzare la colonnina di mercurio fino alla temperatura necessaria per non andare a scuola (ma bisogna saperlo fare! Gli inesperti rischiano di far arrivare la colonnina di mercurio in pochi secondi a 41 gradi, e così è facile scoprire il trucco).
Viaggiando, ho scoperto che non in tutto il mondo funziona in questo modo.

Prima di tutto non in tutti i paesi esiste il "mal di scuola", cioè quel profondo malessere psicologico e fisico per cui preferiresti morire invece che affrontare un compito in classe, un'interrogazione di matematica o una qualunque interazione con un professore sadico e malvagio.

Poi non in tutti i paesi sanno che 37 è febbre: alcuni cominciano a parlare di febbre solo dopo il 37,5; altri (pazzi, come gli scandinavi!) addirittura dopo il 38 (quando io sono indeciso se chiamare il dottore o direttamente un'ambulanza).
Ci sono infine persone (straniere, ovvio) che nemmeno hanno un termometro a casa:
"Io non misuro mai la febbre! Se sto male lo capisco da me", dicono questi incoscienti!

Non hanno capito che il termometro ha un effetto in sé, non direttamente collegato al tuo stato di salute. Puoi mettere il termometro quando stai benissimo, vedere una temperatura un po' bassa e pensare "Ecco lo sapevo, questo periodo mi sento un po' debole... sarà meglio mangiare un po' di dolci"; oppure leggere 36,9 e pensare "Ecco, sto bene ma c'è qualcosa che non va, devo coccolarmi un po', magari un buon bicchiere di vino mi salverà da un raffreddore che sta per arrivare".
L'uso "normale" del termometro per misurare la temperatura durante un'influenza è solo per le persone povere di fantasia e che non sanno sognare.
 

 

   

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