Matdid, materiali didattici di italiano per stranieri a cura di Roberto Tartaglione e Giulia Grassi, Scuola d'Italiano Roma 

 
 
 

 

 


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Giulia Grassi
 

Piazza di Spagna


  


ANTONIO TEMPESTA, Pianta di Roma, 1593

 
Il nome della piazza deriva dal Palazzo che era sede dell'Ambasciata di Spagna presso lo Stato Pontificio, costruito nel 1647 sul lato sud di essa. Ma all'epoca della pianta di Roma del Tempesta
il palazzo ancora non era stato costruito, così come non esistevano la Fontana della barcaccia (realizzata da Pietro e Gian Lorenzo Bernini nel 1627) e la celebre Scalinata, costruita da Francesco de' Santis tra 1723 e 1726 sul pendio della collina al centro della pianta del Tempesta. C'è però la chiesa di Trinità dei Monti, iniziata nel 1502, ma manca l'obelisco che oggi vediamo davanti alla chiesa, collocato qui solo nel 1789.

La piazza si trova alle pendici del Pincio, una delle numerose colline della città non incluse nell'elenco dei famosi "sette colli". 
Il nome antico era però collis hortulorum: qui infatti i ricchi romani avevano ville e horti, cioè residenze immerse nel verde di enormi giardini. La più celebre apparteneva a Lucullo (horti luculliani): era un complesso di edifici e di giardini realizzati su terrazze, costruite sulle pendici del colle e collegate da scalinate monumentali. Pare che l'edificio principale della villa si trovasse nella posizione oggi occupata dalla chiesa di Trinità de' Monti. 
Il nome attuale sembra invece derivare dalla domus pinciana, una villa dell'antica famiglia dei Pinci: questa domus doveva trovarsi dove è ora la rinascimentale Villa Medici, attuale sede dell'Accademia di Francia.
 
Per tutto il XVII, il XVIII e qualche volta anche nel XIX secolo, la piazza e il colle sono state il luogo dove la Francia e la Spagna si sono fatte la guerra non con le armi ma con feste spettacolari: feste organizzate senza badare a spese, per dimostrare la superiore potenza di una monarchia sull'altra. La scenografia più stupefacente deve essere stata quella inventata da Gian Lorenzo Bernini nel 1662 per la festa per la nascita del Delfino di Francia, di cui restano incisioni e descrizioni. Per l'occasione Bernini trasformò il colle, ancora senza la Scalinata settecentesca, in una montagna con rocce di cartapesta, alberi, ruscelli, una grotta da cui uscivano fuoco e fiamme... Una meraviglia costata tre mesi di lavoro, destinata a scomparire nei fuochi pirotecnici che conclusero i festeggiamenti.