Matdid: Materiale didattico di italiano per stranieri aggiornato ogni 15 giorni.
A cura di Roberto Tartaglione e Giulia Grassi

 
   

Roberto Tartaglione  
 
 

OGGI VI DEVO PROPRIO BRIFFARE
(seconda parte)

 

Parole vecchie e nuove, inconsuete, demenziali o efficaci pescate per lo più sui giornali di questi ultimi mesi. Da leggere. Ma da usare con moderazione.
Seconda parte: da gufare a zombie.

 
PRIMA PARTE

Livello intermedio 2


 
 

 

 

 

 

 

 

 

gufare
In origine gufare era fare il verso del gufo. Ma siccome il gufo è considerato un "uccello del malaugurio", che porta sfortuna, così "gufare" è l'azione di chi, consapevolmente e anche ironicamente, vuole portare sfortuna a qualcuno o qualcosa: in particolare si usa in una competizione sportiva quando vogliamo "portare sfortuna" alla squadra avversaria.

indignados
Si tratta di quel popolo di "indignati" che manifesta contro la politica finanziaria internazionale che affronta con regole di bilancio molto dure la crisi economica degli ultimi anni. Movimento diventato popolare nelle piazze spagnole, quello degli indignados è stato esportato un po' in tutti i paesi d'Europa. In Italia si è parlato anche di schifados (vedi). 



inciucio

Parola vecchia, e vecchia malattia, della politica italiana: l'origine del termine è napoletana. 'nciuciare nel dialetto di Napoli significa spettegolare, parlare alle spalle di qualcuno con un riferimento onomatopeico al ciu-ciu di chi parla sottovoce. Questo è quello che fanno molti politici italiani che in Parlamento o in televisione fingono di attaccare gli avversari politici, ma poi, di nascosto, si accordano con loro per portare avanti interessi comuni. Fanno un inciucio, insomma.

lato B
Quando andavano di moda i dischi in vinile, i cantanti registravano il lato a di un 45 giri con la canzone che doveva essere un successo.
Sul lato b dello stesso disco, cioè sull'altra facciata, c'era invece una canzone meno "importante" che serviva un po' da riempitivo.
Oggi i dischi in vinile non ci sono più e lato b è un'espressione nata in un concorso di bellezza. I giudici di gara definivano in questo modo decisamente poco elegante il lato posteriore delle partecipanti.

lavori atipici
Sono i nuovi lavori che stanno sostituendo il lavoro con "contratto fisso" di una volta. In pratica lavori tipo cococò e cocoprò (vedi nella prima parte) che non danno garanzie o tutele ai lavoratori. Si chiamano ancora atipici, ma in Italia stanno diventando molto tipici visto che più di 4 milioni di persone pare facciano ormai lavori di questo genere.

loggarsi
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macelleria sociale
Quando per controllare il debito pubblico o mantenersi in linea con i parametri internazionali un governo decide forti tagli allo stato sociale (pensioni, sanità, istruzione, assistenza) si parla di macelleria sociale.

macchina del fango
È il meccanismo che si mette in moto quando alcuni giornali o televisioni, spesso di uno stesso proprietario, decidono di attaccare un personaggio pubblico andando a spiare ogni aspetto della sua vita privata e cercando ogni appiglio per screditarlo e a volte per distruggerlo.
Sono famosi i casi di Boffo, direttore del giornale cattolico Avvenire, costretto a dimettersi per i sospetti sbattuti in prima pagina sulla sua  presunta omosessualità (da cui è nato anche il termine "metodo Boffo" per indicare una campagna di stampa denigratoria e martellante). O anche il caso del giudice Mesiano, che dopo aver emesso una sentenza "non gradita" al potere, è stato attaccato da servizi televisivi quasi incredibili: non avendo niente a cui appigliarsi i giornalisti lo hanno criticato per il colore turchese dei suoi calzini!
 


malpancista

I politici che fanno parte di un'alleanza o anche di un certo partito e cominciano ad avere qualche "insofferenza" verso la linea politica ufficiale sono chiamati malpancisti perché mostrano qualche "mal di pancia". Il loro dissenso può però naturalmente rientrare con una buona cura contro il mal di pancia. La cura può essere quella di discutere con loro una nuova linea politica o semplicemente comprare la loro fedeltà concedendogli qualche incarico prestigioso o ben retribuito.

messaggiare
Scambiarsi messaggi via chat o anche via sms.

mignottocrazia
Il termine è stato inventato dal giornalista Paolo Guzzanti. Se in una democrazia il potere è del popolo, in una mignottocrazia il potere viene affidato alle "mignotte" ovvero alle prostitute. L'allusione assolutamente non nascosta, è alle donne ministro che, secondo il giornalista, hanno ottenuto quella carica non per particolari abilità politiche ma solo per particolari abilità.

omofobia
L'atteggiamento di chi combatte l'omosessualità considerandola una devianza. Da più parti in Italia si è richiesta, senza successo, una legge anti-omofobia.

omofobo
Sostenitore dell'omofobia: un omofobo è sostanzialmente chi discrimina gli omosessuali.

papello
Il termine, diffuso in area siciliana, si riferisce a un foglio di carta che contiene annotazioni e indicazioni su qualcosa.
Questa parola diventa "famosa" quando alcuni anni fa Massimo Ciancimino, figlio del boss mafioso Vito Ciancimino, rivela l'esistenza di un "papello" in cui il capo della mafia Totò Riina faceva delle richieste allo Stato Italiano minacciando azioni terroristiche se non fossero state accettate. Questa trattativa fra Mafia e Stato, ancora non provata, sarebbe la spiegazione di molti fatti di sangue che sono avvenuti fra il 1990 e il 1994.

papi
Un non bellissimo linguaggio "moderno" trasforma Roberto in Roby, Sabrina in Sabry, Viviana in Vivy e e Giancarlo in Gianky. Allo stesso modo "papà" diventa papi. Il termine diventa popolarissimo quando alcune avvenenti signorine che hanno frequentato le notti animate da Silvio Berlusconi, hanno raccontato di essere solite chiamare il Presidente del Consiglio con questo affettuoso nomignolo.

parentopoli
A proposito della terminazione in -poli per gli scandali che investono un intero settore della società si è già detto a proposito della parola calciopoli (vedi nella prima parte).
Parentopoli è lo scandalo che coinvolge un personaggio pubblico che ha favorito l'assunzione dei suoi parenti in lavori o incarichi vantaggiosi. Insomma, clientelismo verso i parenti.

patonza
Non è niente di diverso da "gnocca" (vedi prima parte). "La patonza deve girare" pare abbia detto Berlusconi al suo interlocutore in una telefonata intercettata dai magistrati. Lasciamo ai lettori l'interpretazione di questo messaggio sessual-comunista.

pennetta
Sinonimo di "chiavetta" (vedi prima parte): in inglese diremmo pen drive.

piacione
A tutti piace piacere.
Ma un uomo che esagera un po' nel far vedere le proprie qualità estetiche, viene definito piacione. Fare il piacione è quindi fare il possibile per mostrarsi bello e simpatico, voler piacere insomma. Il politico Francesco Rutelli è stato spesso chiamato così.

pilatesco
Ponzio Pilato è il simbolo di chi "lavandosi le mani" si tira fuori da una situazione senza prendere una posizione, per paura o per interesse. Un comportamento pilatesco è il comportamento di chi sfugge alle sue responsabilità dicendo "non sono affari miei".

piratato
Un film o una musica scaricati illegalmente da internet sono piratati.

piratare
Prendere illegalmente, scaricandoli dalla rete, programmi, film o musiche che dovrebbero invece essere acquistati.

pizzino
Il superboss della mafia Bernardo Provenzano, non comunicava con i suoi uomini attraverso telefoni, email o altre vie tecnologicamente avanzate. No: lui scriveva pizzini, cioè messaggi su dei foglietti di carta che venivano recapitati a chi di dovere.
Nel pizzino poteva chiedere alla moglie di portargli delle camicie stirate, segnalare a un politico quale appalto milionario gli interessava avere oppure ordinare a un suo uomo di uccidere qualcuno che si era mostrato poco rispettoso. Un metodo un po' arcaico ma certo molto più discreto di Facebook.

popolo viola
Nel 2009 molte persone si "auto-convocano" per una grande manifestazione contro Berlusconi (il No B. day). Per non
confondersi con quelli che manifestano sotto bandiere di partito (e per non essere chiamati "comunisti") scelgono come simbolo un colore non compromesso da appartenenze politiche, il viola. I "Viola" sono così quelli che pur ponendosi in decisa posizione antiberlusconiana non si riconoscono in formazioni politiche dell'opposizione.

postare
L'azione di inviare un comunicato (un post) in un'area pubblica o in una comunità virtuale come Facebook. "Ieri ho postato un messaggio in quel forum e mi hanno risposto in molti".

precario
Precari sono i lavoratori con un contratto "atipico" (vedi lavori atipici), cioè con un contratto a termine. Il lavoro precario è quindi quello che non dà garanzie sul futuro. La parte più brutta di questo termine sta nella sua etimologia latina: in questa lingua infatti precarius si riferiva a quello che era ottenuto tramite una preghiera, per concessione (benevola) di qualcuno. Proprio per questo, è qualcosa di limitato nel tempo, destinato a finire da un momento all'altro.

responsabile
Essere persone responsabili era una bella cosa... fino a qualche tempo fa. Ora che la politica si è appropriata di questo termine cominciamo a preferire gli "irresponsabili".
Partiamo dall'inizio: nel dicembre del 2010, Gianfranco Fini, cofondatore del PDL, il partito di Berlusconi, decide con un gruppo di parlamentari di uscire dalla maggioranza.  La crisi di governo, con la maggioranza spaccata, sembra inevitabile. Si va al voto di fiducia e Berlusconi stavolta sembra finito.
Ma prima del voto un gruppo di parlamentari proveniente da diversi partiti fonda un nuovo gruppo che decide di dare la fiducia a Berlusconi (e quindi una nuova maggioranza). Questi parlamentari dicono di aver fatto questa scelta per senso di "responsabilità" verso lo Stato Italiano. Gli avversari politici invece dicono che sono stati comprati da Berlusconi a suon di centinaia di migliaia di Euro. Noi naturalmente non sappiamo la verità. Ma sappiamo che queste persone sono ora note in Italia come "I Responsabili". E raramente chi li chiama così lo intende come complimento.

rottamatore
Il termine viene da rottamazione (vedi), ma non si riferisce a chi "rottama" la sua automobile: ha preso infatti un significato politico. In un paese dominato dalla gerontocrazia (vedi nella prima parte), qualche giovane uomo politico ha proposto di "rottamare" i vecchi capi-partito, sempre attaccati al loro potere e alla loro poltrona. Rottamarli nel senso di "buttarli via" depositarli nel "cimitero delle vecchie automobili", in sostanza metterli fuori gioco per lasciar posto ai giovani che porterebbero nuove idee.

rottamazione
In tempi di crisi del mercato dell'automobile lo Stato ha incentivato l'acquisto di nuove macchine attraverso leggi che agevolassero i consumatori. Fra queste agevolazioni c'era lo sconto speciale per chi rottamava la sua vecchia macchina (rottamare significa buttare via, portarla al "cimitero delle automobili" per trasformarla in rottame): dimostrando la rottamazione della vecchia automobile (e quindi dando un colpo al mercato dell'usato), l'acquisto della nuova poteva beneficiare di un contributo economico statale.
Il sistema ha avuto fortuna e così la parola "rottamazione" è stata copiata a fini commerciali da molte ditte: sconti sul telefonino a chi rottama il vecchio, sconti su elettrodomestici a chi rottama il vecchio frigorifero o la vecchia lavatrice. Naturalmente qui non c'era il contributo statale, ma la formula funziona bene a fini commerciali.
Il termine rottamatore (vedi) ha preso invece un senso politico.

satiriasi
Termine che in passato usavano i medici per definire quella che oggi è chiamata ipersessualità, ovvero una forma di malattia che provoca un istinto sessuale molto più forte del normale. C'è chi ce l'ha; c'è chi dice di averla; c'è chi si comporta come se ce l'avesse per nascondere l'impotenza.

scannerizzare
"Scansionare" con lo scanner un documento cartaceo trasformandolo in un documento in formato digitale. Si dice qualche volta anche "scannare", espressione impropria ma divertente per il suo doppio senso.

shifados
Gli "indignados" (vedi)  sono quelli che mostrano indignazione; gli schifados mostrano invece il proprio schifo. Il termine è stato riferito ad alcuni manifestanti di Napoli.

scudare
Lo Stato, a caccia di soldi, fa una legge per cui gli evasori fiscali e quelli che hanno portato denaro all'estero, se faranno rientrare in Italia il denaro, pagheranno solo una piccola percentuale sul capitale "illegale" (il 5%). Non solo: la legge promette a queste persone che non saranno mai perseguite dalla giustizia. Questo pagamento sarà uno "scudo" che li difenderà da successive indagini o accertamenti fiscali. I loro capitali sono quindi "scudati".

sfascismo
Parola che ha avuto successo certamente grazie alla sua assonanza con "fascismo". Lo sfascismo è l'ideologia di chi vede "tutto nero, tutto allo sfascio"; è la mentalità di chi non ha proposte costruttive e ritiene che tutto sia sfasciato (o da sfasciare).

sfascista
Chi guarda alla realtà sociale in modo disilluso, senza speranze. Tutto è distrutto, e quel poco che resta è da distruggere: solo così si potrà costruire qualcosa di nuovo. Naturalmente dare a qualcuno dello sfascista non è fargli un complimento, ma significa accusarlo di non saper cogliere il buono nella realtà e di non avere la capacità di proporre nuove idee per migliorarla.

sitografia

Finché c'erano i libri si parlava di "bibliografia" (elenco di testi di riferimento su un determinato argomento). Oggi che i siti internet offrono miliardi di informazioni, è nata la "sitografia" ovvero l'elenco dei siti web di riferimento su un determinato argomento. Aspettiamo la nascita di sitoteche aperte a tutti i sitofili.

smanettone
In teoria si tratta di un hacker. In pratica si definisce smanettone chi sa smanettare con abilità con il computer, chi sa metterci le mani sopra ottenendo risultati che un comune mortale non saprebbe ottenere.

smile
Vedi faccina nella prima parte.

spot

Termine inglese usatissimo in italiano per indicare un breve messaggio pubblicitario.

spottone
Letteralmente "un grande spot pubblicitario": si usa in genere in senso negativo per alludere a chi dovrebbe fare informazione e invece lancia messaggi pubblicitari a favore di un partito o di un personaggio politico (abitudine consolidata per molti giornalisti televisivi).

spread
Tecnicismo economico, oggi è entrato in tutte le case.
Spread significa “ampiezza”, “apertura”, “allargamento”, “forbice” e definisce la differenza tra il rendimento dei titoli di stato italiani e quelli tedeschi.
Gli stati mettono sul mercato un certo numero di titoli obbligazionari per finanziare il debito pubblico.
Nel caso italiano, si tratta dei BTP (Buoni del Tesoro Poliennali).
Lo stato italiano garantisce all’investitore che, se investirà sul suo debito pubblico (se gli

Il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti
in una imitazione di Corrado Guzzanti

presterà cioè dei soldi), riavrà
interamente il suo capitale alla fine del periodo stabilito e in più, prima della scadenza, gli verranno corrisposte periodicamente alcune “cedole” di rendimento.
Su questo rendimento si misura lo spread. Quanto più i mercati non si fidano di uno Stato tanto più il rendimento dovrà essere alto (ovvero ti prometto più interessi purché tu non smetta di comprare i miei titoli: ma più sono alti gli interessi più aumenterà il mio debito pubblico).
Quando lo spread tra i BTP italiani e i Bund tedeschi (le obbligazioni dello stato tedesco, particolarmente "solide" e per questo utilizzate come riferimento per le altre nazioni europee) è arrivato intorno ai 400 punti si comincia a parlare di "rischio insolvenza" ovvero del rischio di "fallimento" (default) dello Stato.

sprecopoli
Altro sostantivo in -poli che indica uno scandalo (vedi calciopoli nella prima parte). Sprecopoli è termine che si usa per riferirsi al mare di spese inutili, finanziamenti a società inesistenti per progetti senza senso, stipendi a amministratori
della cosa pubblica il cui lavoro consiste sostanzialmente nel prendere lo stipendio, appalti per opere pubbliche che non saranno mai portate a termine.

sproteggere
Manomettere un programma informatico per togliergli eventuali protezioni che impediscono il suo uso o la possibilità di copiarlo. In qualche modo è sinonimo di craccare (vedi nella prima parte).

superevasore
Se evadi un po' le tasse sei un evasore fiscale. Se evadi cifre enormi sei un superevasore. La nostra morale cattolica ("chi ruba oggi un ago finirà col rubare molto di più domani!") ci porta a giudicare con la stessa severità gli uni e gli altri. Ma quando a pagare sono sempre e solo i ladri di aghi, la gente si arrabbia un po'...

talebano
I talebani sono gli islamici integralisti, numerosi specialmente in aree come l'Afghanistan e il Pakistan. Dare del "talebano" a qualcuno significa accusarlo di essere persona rigida, poco disponibile a trattare, giustizialista (vedi prima parte), convinta religiosamente di essere dalla parte della ragione.

taroccato
Falsificato, contraffatto (un marchio di moda taroccato per esempio). Viene dal gioco delle carte con i tarocchi: quando non si può rispondere con una carta dello stesso seme si usa il tarocco: come una falsificazione appunto.

teodem
Si tratta della corrente, interna al Partito Democratico, in cui confluiscono i politici cattolici con una certa propensione a seguire le direttive vaticane. Sono i politici che in sostanza si oppongono a qualunque concessione sui temi "morali" (coppie di fatto, omosessualità, fecondazione assistita, eutanasia ecc.)

terzopolista
Appartenente al Terzo Polo, ovvero alla formazione politica che si contrappone sia al centro-destra che al centro-sinistra. (vedi bipolarismo nella prima parte)

toga rossa
I magistrati portano una toga e per questo giornalisticamente sono spesso chiamati "Le Toghe". La toga è nera. Quando un magistrato accusa Berlusconi di un reato viene subito accusato di essere comunista e quindi viene chiamato Toga Rossa.

tronista
In una trasmissione televisiva di successo un giovane sta seduto su un trono e deve scegliere la vincitrice fra un gruppo di ragazze che lo corteggiano. Il tronista è quindi un "bello", "desiderato", "sicuro di sé" e quasi sempre con QI abbastanza particolare.

tuttologo
Se il filologo è un esperto in filologia, un politologo è un esperto in politica e uno psicologo è un esperto in psicologia, un tuttologo è un esperto in tuttologia, cioè parla con grande sicurezza come se fosse esperto in tutto. I talk show televisivi ne sono pieni.

utilizzatore finale

Davanti a un'ennesima accusa di ragazze che si dicevano indotte alla prostituzione per il piacere del Presidente del Consiglio Italiano, l'avvocato di Berlusconi in sua difesa ha dichiarato:
"Qualsiasi ricostruzione si possa ipotizzare, ancorché fossero vere le indicazioni di questa ragazza e vere non sono, il premier sarebbe, secondo la ricostruzione, l'utilizzatore finale e quindi mai penalmente punibile". Ecco una difesa che suona quasi peggio di una accusa.
Da allora l'espressione "utilizzatore finale" è entrata nel lessico del linguaggio quotidiano con un accentuatissimo effetto comico.

vaticanista
Giornalista esperto in cose vaticane.

velina
Perfino gli italiani, se hanno meno di vent'anni, credono che "velina" sia il nomignolo che si dà alle signorine che in televisione fanno un balletto per "allietare il pubblico maschile", mostrando generosamente culo e tette.
In realtà la parola "velina" ha una storia molto più vecchia e vale la pena raccontarla.
Quando non c'erano i computer e si scriveva a macchina, per fare più copie di un foglio dattiloscritto si usava la "carta-carbone". Le copie erano invece stampate su fogli di "carta-velina", cioè una carta molto sottile. In questo modo nel rullo della macchina da scrivere si potevano infilare diversi fogli e avere quindi molte copie (la fotocopiatrice era ancora lontana a venire). In periodo fascista, con il controllo dell'informazione e dei giornali esercitato dal Ministero della Cultura Popolare (il famoso MinCulPop),
ogni mattina nelle redazioni dei giornali arrivavano le veline, cioè i fogli di carta sottile (in copia) con le disposizioni su cosa scrivere e cosa non scrivere.
Per molti anni poi per "velina" si è inteso questo: ordine politico inviato dal "potere" ai giornalisti per indirizzare l'informazione e manipolarla.

 

Con l'arrivo delle televisioni commerciali, con l'abbandono degli ideali femministi e con il ruolo della donna in tv che progressivamente la trasforma in "tappezzeria", si doveva dare un nome alle ragazze che

affiancavano i conduttori (maschi) delle varie trasmissioni. Il vecchio nome ("valletta") non andava più bene. La vecchia valletta infatti era una persona con un ruolo decisamente subordinato, ma impeccabile: seria, ben vestita, molto corretta nel muoversi, nel poco parlare e nell'eseguire il suo lavoro.
Ora che la valletta si è trasformata in una specie di sex-symbol, fa un balletto, mostra abbondantemente le sue forme e il suo solo compito è quello di fare la "ragazza-immagine", bisognava chiamarla in qualche altro modo.
Visto che la sua unica funzione pratica era (qualche volta) quella di portare al conduttore del programma dei fogli di carta con la scaletta della trasmissione, ecco che qualcuno ha pensato di chiamarle "Veline", con riferimento alle vecchie veline fasciste che imponevano ai giornali la linea o la scaletta delle informazioni da dare.
Il successo della parola"velina" è stato enorme e (purtroppo) oggi è considerato un mestiere, addirittura un lavoro ambito e desiderato da molte ragazzine.
La velina più famosa è stata Elisabetta Canalis che, entrata nel mondo dello spettacolo per fare questo lavoro, ha poi avuto occasione di incontrare e di diventare compagna per un paio di anni di un personaggio famoso come George Clooney.

videocrazia
Il potere esercitato attraverso il controllo delle televisioni. Nel 2009 è uscito il film di Erik Gandini "Videocracy - Basta apparire" e il termine videocrazia ha avuto ulteriore diffusione.

zecca
Le zecche, nello slang giovanile, sono gli adolescenti che si vestono in modo volutamente trasandato, un po' eredi dei vecchi figli dei fiori di mezzo secolo fa: sono impegnati, politicamente di sinistra e genericamente alternativi; decisamente differenti dagli skin rossi che, un po' più anarcoidi, rappresentano il braccio duro della stessa area politica.
 

zoccolaggine

Zoccola è un termine molto spregiativo per definire una prostituta: deriva dal latino "sorcula" femminile di "sorex", topo di fogna (da cui l'italiano "sorcio", topo).
Definire zoccola una donna è ancora peggio che definirla prostituta (o puttana o mignotta o troia): le prostitute infatti si vendono per denaro, mentre la zoccola si accoppia con tutti per istinto, senza ritegno.
Zoccolaggine, per traslato, è la disposizione istintiva a prostituirsi, e non solo fisicamente: si adatta bene perciò a uomini e a donne.
 
zombie
Un celebre film horror degli anni Settanta lancia questa parola che ha il valore di "morto vivente". Viene quindi definito zombi (zombie) qualunque personaggio pubblico mantenga un ruolo di una certa importanza o visibilità dopo aver perso in realtà potere e carisma dal punto di vista pratico. Un morto vivente, appunto.