Matdid, materiali didattici di italiano per stranieri a cura di Roberto Tartaglione e Giulia Grassi, Scuola d'Italiano Roma

 
 

Giulia Grassi

 

ROMOLO
...E ROMOLETTA

IL RITO DELLA FONDAZIONE DI ROMA

 
 
 

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Seguiamo le varie tappe della fondazione di Roma.
Romolo voleva fondare la nuova città sul Palatino, Remo sull'Aventino. Decisero così di affidarsi al volere di Giove, che si manifestava osservando il volo degli uccelli (presa degli auspici). Remo, sull'Aventino piccolo, vide 6 avvoltoi, provenienti dalla sua destra; Romolo, sull'Aventino grande, ne vide 12, e provenienti dalla sua sinistra. Fu considerato vincitore Romolo, sia per il maggior numero di uccelli visti che per la provenienza da sinistra, una direzione considerata più favorevole.
Romolo allora lanciò una lancia sulla sommità del Cermalo, dove era stato allevato, e decise di fondare lì la sua città.
Dopo aver compiuto una serie di riti in onore degli dei, sul Palatino, Romolo scende dal colle. Aggioga ad un aratro due animali, una vacca ed un toro, tutti e due bianchi. Dopo di che indossa una toga particolare, bianca, con la quale si copre la testa: è il cintus gabinus. Quindi comincia a tracciare quello che è definito il "solco primigenio" intorno e ai piedi del Palatino: il rito di fondazione compiuto da Romolo sul Palatino sarà sempre ripetuto dai Romani quando fonderanno, nei secoli successivi, una città.
     

 
Il solco primigenio definisce il perimetro dell'insediamento. Mentre Romolo procede con l'aratro, i suoi compagni gettano dentro il solco delle zolle di terra e poi mettono delle pietre terminali, che allineano nella traccia scavata da Romolo; lungo queste pietre viene scavata la fossa di fondazione del muro. Questa fossa, più larga del solco primigenio, viene riempita con materiali che costituiscono le fondamenta del muro stesso, che viene innalzato per ultimo.
Probabilmente non era un muro altissimo, ma era pensato in relazione all'altezza di un uomo a cavallo. Dovevano esserci quattro porte: quella rappresentata nel disegno è la Porta Mugonia, che per mezzo di un ponte permetteva l'accesso alla strada che conduceva nella futura area del Foro Romano e che poi sarà chiamata Via Sacra.
     

     
Con queste mura, bagnate dal sangue di Remo che aveva osato scavalcarle, è nata Roma, 2753 anni fa.